Dove sono finiti gli adulti?

Sguardi spenti, sorrisi assenti, difficoltà a provare emozioni piacevoli.

Si fa strada sempre più la Sensation Seeking – ricerca di sensazioni ed emozioni forti – che implica disinibizione, ricerca di esperienze e di eccitazione e suscettibilità alla noia.
Sballo e divertimento estremi vengono considerati la normalità, senza alcun rispetto per se stessi e per la propria reputazione.
Inoltre la rabbia, emozione fondamentale, diventa l’unico mezzo per ottenere qualcosa e richiamare l’altro; questo pattern, appreso sin da piccoli, viene riproposto in ogni futura interazione.

Credo che molte delle cause siano attribuibili proprio agli adulti che, per una propria comodità, con la scusa della tranquillità e serenità dei propri figli, hanno trovato giusto non interferire con la libertà dei loro pargoli  sin dalla loro tenera età: vengono spesso piazzati davanti al televisore o ad un tablet, affinché non stressino i genitori con qualche capriccio o richiamo di affetto; vengono poi delegati al caloroso amore di videogiochi e smartphone, per essere successivamente scaraventati nel mondo degli adulti, troppo presto, e senza regole, controlli o valori.
Sono genitori ambivalenti: iperprotettivi quando si tratta di difendere i figli dagli attacchi esterni e completamente assenti quando è necessario educare e proteggerli da loro stessi.

L’adulto è la figura di riferimento che incide prima ancora di nascere: le modalità di approccio, la costruzione di un ambiente sicuro e amorevole, l’impegno per il mantenimento della coppia, sono fattori che influenzano profondamente un neonato durante tutto il suo sviluppo.
Le credenze disfunzionali di oggi sono che regole, limiti e punizioni modifichino negativamente il rapporto genitore-figlio, mentre permettergli tutto e accontentarlo ad ogni richiesta aumenti l’amore. Sono convinzioni che si ripercuotono poi nella vita e non creano una base stabile e solida pronta a gestire il mondo e le sfide che quotidianamente si presentano.

Cosa offre il mondo adulto?

  • Genitori “digitalmente distratti” ed emotivamente assenti
  • Genitori indulgenti che permettono ai figli di comandare e non responsabilizzano
  • Convincimento che tutto gli è dovuto
  • Vita sedentaria dentro casa
  • Gratificazioni immediate e assenza di momenti di noia
  • Alimentazione non equilibrata e poche ore di sonno

Tutto ciò priva i bambini di un’infanzia sana caratterizzata da interazioni sociali, gioco creativo, limiti ben definiti, vita all’aria aperta, tempo libero e anche momenti di noia.

Cosa fare?

Ecco alcune regole di base:

  • Ricordate che voi siete i GENITORI, non degli amici
  • È necessario fissare limiti e saper dire “NO!”
  • Insegnate la responsabilità e l’indipendenza
  • Non proteggetelo da ogni piccolo fallimento, ma insegnategli a saper reagire
  • Fornitegli l’opportunità di “annoiarsi”, perché proprio la noia risveglia la creatività
  • Parlate e giocate con loro


La ricerca di attenzione viene urlata silenziosamente e solo genitori attenti si pongono all’ascolto e riescono a gestire i richiami del proprio figlio.

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