Eds SECONDA PROVA – GUIDA COMPLETA AL PROGETTO.

 PROGETTO

Un progetto è un’azione complessa; un piano di azione per rispondere a uno o più bisogni della realtà in cui si opera. Un piano di azione per prevenire un problema, sviluppare una risorsa, intervenire su una situazione.
Si parla di progettazione quando si intende costruire un piano di intervento per la risoluzione di un problema che riguarda la comunità (scuole, aziende, città…) o riguarda una fascia specifica della popolazione (adolescenti, anziani).

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Eds: Motivazione

DEFINIZIONE
E’ un complesso processo di forze che attivano, dirigono e mantengono il comportamento nel corso del tempo. È il “movente” del comportamento, la causa che determina una reazione o una scelta, la spinta a compiere un’azione per raggiungere un obiettivo.
Uno stato interiore che rende conto del perché un soggetto intraprende una determinata azione.

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Eds: il linguaggio

DEFINIZIONE
Il linguaggio è la capacità cognitiva determinata biologicamente che più caratterizza la specie umana. Esso può genericamente essere definito come un sistema d segni, usati in modi regolari di combinazioni, secondo regole convenzionalmente stabilite, allo scopo di comunicare. Le sue funzioni sono due: Comunicativa: l’individuo ha la possibilità di favorire la trasmissione di informazioni e l’interazione sociale; Conoscitiva: il linguaggio permette di descrivere gli eventi attraverso i concetti che offrono l’occasione di acquisire una serie di conoscenze senza che vi sia stata un’esperienza diretta da parte del soggetto.

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Eds: il conflitto

DEFINIZIONE
Il conflitto in psicologia può essere considerato come una situazione di contrapposizione tra le necessità dell’individuo e le sue istanze interiori (conflitto intrapsichico), interpersonali o sociali (conflitto interpersonale), che imponendosi ne impediscono la realizzazione. Questa situazione di antagonismo si verifica tra elementi di varia natura, cognitivi, emozionali, comportamentali e sociali, che richiede da parte del soggetto un’attivazione direzionata ad una scelta che porta ad un processo di adattamento e riconfigurazione.

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Eds: il bullismo

DEFINIZIONE
I bambini in età scolare (6-11 anni) strutturano la loro l’identità attraverso il gruppo dei pari. Interagire con altri bambini stimola le abilità sociali, offre al bambino la possibilità di sperimentarsi in ruoli diversi da quelli di figlio e di iniziare a definire una personalità autonoma, acquisendo anche uno “status”, cioè una posizione all’interno del gruppo che lo fa riconoscere e apprezzare per le sue caratteristiche, i suoi interessi e le sue competenze. Infatti, nel rapporto con i pari, il bambino non è accettato aprioristicamente come in famiglia, ma deve conquistare le simpatie degli altri, condividere e collaborare, oltre a modulare la sua impulsività, negoziare e rispettare regole condivise.
Alcuni bambini cercano di affermare se stessi in modo coercitivo, prevaricando ripetutamente e intenzionalmente i coetanei. Questa modalità di interazione sta aumentando sia nelle scuole primarie italiane che all’estero. Tale fenomeno particolarmente presente in età evolutiva è stato definito con il termine bullismo, adattamento dall’inglese bullying.
Con il termine “bullismo” si definiscono quei comportamenti offensivi e/o aggressivi che un singolo o più persone mettono in atto ripetutamente nel corso del tempo ai danni di una o più persone con lo scopo di esercitare un potere o un dominio sulla vittima. La differenza tra le normali dispute tra bambini e gli atti di bullismo consiste nella predeterminazione e nell’intenzionalità, nella ripetitività nel tempo e nella soddisfazione degli autori di tali abusi.

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