La scuola rappresenta il più importante contesto di socializzazione: qui si sviluppa la relazione tra pari, uno dei processi che aiutano a strutturare la propria identità. L'interazione con gli altri stimola le abilità sociali, offrendo la possibilità di sperimentarsi in ruoli diversi da quelli di figlio e di iniziare a definire una personalità autonoma, acquisendo uno status all'interno del gruppo che permetta il riconoscimento e l'apprezzamento dei propri interessi, caratteristiche e competenze — sia attraverso la conquista delle simpatie degli altri, la condivisione e la collaborazione, sia imparando a controllare l'impulsività, a negoziare e a rispettare regole condivise.
Alcuni bambini, allo scopo di esercitare un potere o un dominio sull'altro, affermano se stessi con prepotenza, prevaricando ripetutamente e intenzionalmente sui coetanei attraverso comportamenti offensivi e/o aggressivi. Questo fenomeno è stato definito con il termine di "bullismo", adattamento dall'inglese bullying, e rappresenta un'azione intenzionale, fisica o psicologica, ripetuta nel tempo e caratterizzata da uno squilibrio di potere tra chi compie l'azione e chi la subisce, con conseguenze negative ai danni della vittima.
Dal bullismo al cyberbullismo
Il bullismo di oggi fa uso della tecnologia e per questo viene chiamato "cyberbullismo", termine coniato da Bill Belsey nel 2002 e ripreso successivamente da Smith e collaboratori (2006).
Il cyberbullismo consiste in un atto aggressivo e intenzionale condotto da un singolo o da un gruppo che, attraverso varie forme di contatto elettronico, ripetuto nel tempo, si esercita contro una vittima che non può difendersi. I caratteri distintivi di questo fenomeno sono molteplici: l'anonimato del cyberbullo, che aumenta il livello di disinibizione riducendo il senso di responsabilità per le azioni commesse; la conoscenza con la vittima, talora del tutto occasionale; la possibilità di intercettarla in qualsiasi momento attraverso il mezzo elettronico.
Questo fenomeno, in forte espansione, rappresenta uno dei maggiori pericoli della realtà virtuale. Tra le cause che lo favoriscono vi è certamente un uso eccessivo di internet: la possibilità di accesso alla rete, senza alcun controllo da parte degli adulti, favorisce l'attuazione di comportamenti offensivi ed espone a un'alta probabilità di attacco virtuale. Condizionano in modo analogo anche la mancanza di consapevolezza relativa alla diffusione del materiale personale in rete e delle conseguenze dei propri atti online.
Consigli per i genitori
- Tenere il computer in una stanza frequentata da tutti e controllare con regolarità cosa fanno in rete
- Stabilire una buona comunicazione e ascoltarli senza esprimere giudizi
- Esaminare i loro profili online e cercare di capire quali attività online gli piacciono
- Sapere che i genitori sono il principale modello di riferimento nella costruzione delle abilità sociali
- Aiutare i propri figli ad aumentare l'autostima, favorire l'espressione delle emozioni e incoraggiare lo sviluppo di relazioni positive con i coetanei
- Insegnare l'uso corretto del computer e del web, informandoli sui pericoli che possono incontrare