Il termine dipendenza rimanda a una condizione per cui l'individuo ha un bisogno assoluto e irrefrenabile di assumere una sostanza o effettuare un comportamento: quando un bisogno diventa una necessità viene raggiunta la condizione patologica.
Esistono varie classificazioni delle dipendenze, ma per avere uno sguardo d'insieme è possibile suddividerle in fisiche e psichiche: le prime riguardano un'alterazione dello stato biologico e sono provocate da condizionamenti fisiologici o neurobiologici; le seconde comportano modifiche a livello mentale o comportamentale, hanno cause più profonde e necessitano pertanto di interventi più complessi.
Un concetto recente
Il concetto di dipendenza comportamentale è pressoché nuovo, inserito all'interno della quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) con il "Disturbo da dipendenza patologica da Internet" (disturbo riconosciuto, ma che necessita di ulteriori studi) e il "Gioco d'azzardo patologico".
Grazie agli studi delle scienze neurologiche è possibile assimilare le dipendenze comportamentali a quelle da sostanze per caratteristiche in comune, come l'influenza sul tono dell'umore, fenomeni di astinenza (crisi quando è impossibile mettere in atto il comportamento) e tolleranza (aumento progressivo per avere lo stesso effetto), craving (desiderio patologico e incapacità di controllare l'impulso), difficoltà a sospendere la condotta e conseguente presenza di recidive.
Per dipendenze comportamentali facciamo riferimento a dipendenze da oggetti di uso comune o da attività quotidiane come computer, sesso, cibo, amore, denaro, che raggiungono un certo grado di eccesso e di incapacità da parte della persona a mitigare il proprio comportamento, pur essendo consapevole delle conseguenze negative.
Le principali dipendenze comportamentali
- Dipendenza affettiva
- Dipendenza da sesso (dipendenza sessuale, masturbazione compulsiva, pornografia)
- Dipendenza da lavoro (work-a-holic)
- Dipendenza da gioco d'azzardo (gambling)
- Dipendenza da shopping (shopping compulsivo)
- Dipendenza da internet e dalla tecnologia (TV, internet, videogames, smartphone, social network)
- Dipendenza da esercizio fisico
I criteri diagnostici
I criteri per poter formulare una diagnosi riguardo un disturbo di questo tipo sono stati proposti da un'équipe di ricercatori (Cantelmi, Lambiase, Caretti, La Barbera) e portati avanti da Caretti: un persistente e ricorrente comportamento di dipendenza maladattivo che conduce a menomazione o disagio clinicamente significativi, per un periodo di tempo non inferiore ai 12 mesi, secondo tre dimensioni principali:
Ossessività
Pensieri e immagini ricorsivi circa le esperienze di dipendenza; pensieri intrusivi che costituiscono tensione e causano ansia o disagio marcati, che la persona in qualche momento riconosce come prodotti della propria mente.
Impulsività
Irrequietezza, ansia, irritabilità o agitazione quando non è possibile mettere in atto il comportamento; ricorrente incapacità di resistere e regolare i desideri e gli impulsi.
Compulsività
Comportamenti ripetitivi che la persona si sente obbligata a mettere in atto, anche contro la propria volontà, nonostante le possibili conseguenze negative — volti a evitare stati di disagio o ad alleviare un umore disforico.
Fonti: Caretti V., La Barbera D., Le dipendenze patologiche, Raffaello Cortina Editore, 2005. La Barbera D., Caretti V., Lambiase E., La Bua M., Compulsività sessuale: un inquadramento diagnostico, clinico e psicodinamico delle dipendenze sessuali, in: Goodman A. (a cura di), La dipendenza sessuale. Un approccio integrato, Astrolabio, 2005.